Ischia e gli anni ’50 nelle magnifiche foto di Vittorio Pandolfi


Il suo nome sarà magari più legato alla vicina Procida e a Napoli, ma Vittorio Pandolfi (classe 1931) ha regalato a Ischia e agli ischitani alcuni degli scatti più suggestivi di sempre. Il fotografo e architetto napoletano, sullo scoglio nel luglio 1954 per una breve vacanza estiva, ha catturato l’anima arcaica di un’isola lontana dalle miserie della seconda guerra, un’isola che – sulla spinta delle prime trasmissioni Rai – stava per trasformarsi per certi versi in una località dai tratti settentrionali (vedi qui).

Queste foto, in alcuni casi, vi risulteranno familiari e non solo perché raccontano un’isola che non è del tutto scomparsa, ma perché sono state vittime dell’ormai consolidato sciacallaggio di internet. Centinaia delle foto di Pandolfi, soprattutto quelle napoletane, sono rimaste senza firma e postate in giro per il web, soprattutto su Facebook, in alcuni casi attribuite addirittura all’internauta di turno. Dimostrazione, questa, che dietro al concetto di sharing (condivisione) si rischia di perdere un bene inestimabile come l’autorialità.

Quella che vedete è solo una piccola parte delle oltre 100 foto scattate a Ischia da Vittorio Pandolfi: per altre foto vi rimandiamo all’account Flickr dell’autore e all’Archivio Pandolfi .

 

 


Città mediterranee in trasformazione – Ecco uno stralcio dei lavori dedicati a Pandolfi in occasione del “VI Convegno Internazionale di Studi” dell’Università degli studi di Napoli Federico II.

“Accanto alla solenne e austera semplicità delle architetture troviamo l’altrettanto dignitosa raffigurazione degli abitanti […], in molte di essere è palese quella che oggi definiremmo una dignitosa miseria, ma che forse in quell’anno non era vista come tale […] Scatti che con estrema naturalezza raccolgono e salvano una serie di dati e di elementi che ci restituiscono aspetti e paesaggi ormai lontani o che ci aiutano a registrare le fasi di un’evoluzione che in molti casi è stata troppo repentina e invasiva. L’autore ci restituisce dettagli di architetture religiose, elementi di civili abitazioni, percorsi rurali o ancora usi e costumi tipici degli abitanti dell’isola”

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