Ischia e la letteratura, un connubio lungo millenni e spesso nel segno di veri e propri omaggi che attestano la bellezza senza tempo dell’isola verde. Un caso interessante è quello che ci riporta al 1830, anno in cui Ferdinando Artaria pubblicò la “Nuovissima guida dei viaggiatori in Italia“, una vera e propria enciclopedia che mostra peculiarità e segreti delle bellezze italiane nell’Ottocento. Tra queste non poteva mancare Ischia, che Artaria esalta per eccellenze naturali come le terme, arrivando addirittura a parlare, guardando alle località vicine, di “incontrastabile superiorità”. Di seguito uno stralcio della voce dedicata all’isola verde.

Ischia 1860, opera di Alexey Bogoliubov

Ischia, chiamata altre volte Pitecusa è la maggior isola che si trovi nel golfo di Napoli. […] Ischia offre al viaggiatore molta curiosità. Benché la superficie non sia maggiore di diciotto miglia quadrate, contiene una città di 3000 e più abitanti e dieci villaggi, la cui popolazione non è minore di 20 mila anime. Il fuoco sotterraneo da cui quest’isola è fomentata comunica alla vegetazione una straordinaria attività e somministra molte salutari virtù alle sue acque termali. Aria, erbe, frutti, latte, ogni cosa insomma è ivi di rara qualità. I pesci delle sue coste hanno essi pure una incontrastabile superiorità a quelli del mare circostante.

La città di Ischia (l’autore si riferisce al Castello Aragonese di Ischia Ponte, ndr) è fabbricata sopra una roccia di basalto dell’altezza di 600 piedi, ma più non offre che lo spettro dell’Ischia del Medioevo, la quale fu distrutta nell’anno 1302 da una eruzione dell’Epomeo, la quale fu sì terribile che mise in fiamma tutta l’isola per il corso di due interi mesi.

Si visiterà con piacere il monte Epomeo, benché la salita ne sia alquanto difficile. Sulla sommità di esso godesi una bellissima vista. Si può anche prender riposo al romitaggio, il quale si compone di una casetta scavata nel sasso e di una cappella, di cui la sola facciata è in mattoni. Questo piccolo santuario conservò sempre la primitiva sua semplicità, benché gran numero di pellegrini vadano a farvi le loro divozioni.

Gli altri oggetti degni d’esser veduti sono: il campo di Lava dell’Arso, il Lago d’Ischia, le stufe di Castiglione, i celebri bagni di Casamicciola e la famosa fabbrica di cappelli di paglia.