Turismo invernale, così Vincenzo Telese nel ’61

Ischia è un’isola che lega il destino e la sua economia all’andamento della stagione estiva. Gli alberghi isolani, tranne casi sporadici, sono aperti da Pasqua agli inizi di novembre. Questo succede dagli anni ’50, quando l’isola verde si impose come una delle località turistiche più belle e frequentate del mediterraneo. Oggi, come allora, si cerca una soluzione per destagionalizzare i flussi turistici, per offrire ai visitatori svago, eventi e servizi anche nella stagione fredda. Una soluzione ancora non è stata trovata: il discorso è vecchio almeno 50 anni, come dimostra questo articolo di Vincenzo Telese pubblicato nel maggio 1961 sul n.39 del Corriere dell’isola.


Sant'Angelo d'Ischia, anni '50

Sant’Angelo d’Ischia, anni ’50

Prospettive per un turismo invernale
di Vincenzo Telese

Nella recente assemblea annuale dei presidenti e Direttore degli Enti Provinciali per il Turismo d’Italia, tenutasi ad Ischia, il Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli Gr. Uff. Enzo Fiore, ha brillantemente messo in rilievo i notevoli successi turistici e termali conseguiti in questi ultimi 10 anni dall’isola di Ischia.
«Pochi dati – Egli ha detto – bastano a dare la sensazione del potenziamento delle attività turistiche conseguite a vantaggio di quest’isola: i 2 esercizi alberghieri del 1949 sono diventati 90 nel 1950 (diventeranno 100 nel 1961) da 457 camere si è passati a 2.104, gli 814 letti sono diventati 3.600, laddove si riscontravano soltanto 84 bagni oggi se ne contano 1.300. Ancora nel 1954, l’isola d’Ischia non riusciva ad ospitare annualmente che poco più di 10.000 turisti tra italiani e stranieri con un totale di sole 76.741 presenze. Lo scorso anno solamente i turisti stranieri furono 18.404 e gli italiani 19.431, sommandosi ben 304.782 presenze registrate nell’ambito alberghiero, mentre il movimento in ville e alloggi privati ha fruttato oltre 600 mila presenze, contro le 404.000 del 1954».
L’alto riconoscimento del massimo Esponente del Turismo meridionale se riempie di gioia coloro che hanno fiduciosamente lavorato per realizzare un imponente complesso di opere pubbliche e private: elettrodotto e acquedotto sottomarini, servizi di comunicazione marittimi, aerei e terrestri, strade, alberghi, terme, ponte radio e Centrale Telefonica automatica, esercizi pubblici etc., preoccupa chi è chiamato dalla fiducia del popolo a mantenere e superare le posizioni raggiunte. Se è vero che il milione di presenze raggiunto nel 1960 ha provocato una circolazione monetaria nell’isola d’Ischia di oltre 5 miliardi di lire, è anche vero che buona parte dei 35.000 abitanti dell’isola si dibatte in serie difficoltà economiche per la mancanza di proficuo lavoro durante il periodo invernale. S’impone quindi, il perfezionamento della organizzazione dei trasporti, degli alberghi, delle terme, dei pubblici esercizi, in modo che ospiti italiani e stranieri possano tranquillamente venire nell’isola d’Ischia nel periodo autunno-inverno e trovare comodi servizi a prezzi convenienti.
È necessario che anche gli alberghi e pensioni di 2a e 3a categoria restino aperti tutto l’anno con una adeguata attrezzatura invernale, onde favorire la venuta di ospiti che non vogliono o non possono frequentare gli alberghi di 1a categoria. È necessario che gli ospiti, durante il periodo autunno-inverno, non si annoino, ma trovino, come in primavera ed estate, possibilità di trattenersi piacevolmente in pubblici esercizi caratteristici. Non vi è dubbio che le privilegiate condizioni climatologiche e termali assicureranno un altro meritato successo all’isola d’Ischia nel periodo autunno-inverno, se si attuerà una lungimirante politica i servizi soddisfacenti a prezzi moderati, come avviene altrove.
I titolari di aziende alberghiere, termali, turistiche e commerciali sono chiamati a realizzare quest’altra fase della valorizzazione delle risorse naturali dell’isola, alla quale le Autorità competenti non mancheranno di dare il loro apporto, giacché aumentare le presenze turistiche nel periodo autunno-inverno significa procurare lavoro e benessere alla popolazione isolana. Chi scrive, nel lontano 1930, fondando il primo ufficio turistico di Ischai e diffondendo in Italia e all’eEstero i primi opuscoli pubblicitari, affermò che Ischia poteva diventare una stazione di villeggiatura estiva. Più tardi affermò che Ischia poteva diventare stazione di cura e villeggiatura primaverile-estiva. Oggi vede profilarsi la possibilità di assicurare ad Ischia una frequenza annuale di ospiti italiani e stranieri bisognosi di cure, di riposo, di svago e, quindi, rinnova l’invito alla collaborazione a quanti operano per lo sviluppo turistico, termale, commerciale dell’isola, unica fonte di lavoro e benessere dei suoi 36.000 abitanti

V.TELESE
maggio 1961

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: