Giuseppe Taliercio vittima Brigate Rosse

Giuseppe Taliercio è tra le vittime illustri delle Brigate Rosse. L’ingegnere e dirigente d’azienda venne ucciso il 5 luglio 1981 a Malghera, nei pressi di Venezia, martoriato da diciassette proiettili. Una giornata triste per l’Italia, che piangeva un’altra vittima del terrorismo. Una giornata triste anche per Ischia, perché Taliercio era di chiare origini isolane. Giuseppe era figlio di Clorinda Buono, che da giovane rimase vedova di Luigi Taliercio e crebbe i suoi figli in quel di Marina di Carrara con i proventi del negozio di terracotte, aperto proprio con il marito dopo avere lasciato Ischia. Giuseppe Taliercio ebbe così la possibilità di studiare e laurearsi in ingegneria col massimo dei voti.

Giuseppe Taliercio vittima Brigate Rosse

Il carrarese di origini ischitane ebbe una carriera fulminante. Dopo anni da dirigente venne nominato direttore generale dello stabilimento petrolchimico della Montedison di Porto Marghera. Un ruolo di prestigio che il dirigente ricoprì mettendosi spesso a disposizione degli operai. Un’attitudine che evidentemente non bastò: i brigatisti rapirono Taliercio il 20 maggio 1981 facendo irruzione nella sua abitazione a Mestre. Si presentarono in quattro, uno vestito da finanziere, e sorpresero l’uomo con la moglie e due dei suoi cinque figli mentre erano a pranzo.

Il dirigente d’azienda venne condotto in un casolare nei pressi di Udine e lì non volle collaborare in alcun modo con i suoi carcerieri (sarebbe tornato libero se avesse sottoscritto gli appelli dei terroristi). Nonostante le manifestazioni degli operai a suo favore, Taliercio venne ucciso dopo il “processo” di rito: il suo cadavere venne ritrovato alle 2:00 di notte del 5 luglio nei pressi della Montedison, rinchiuso nel bagagliaio di una Fiat 128 azzurra. Le Brigate rosse sequestrarono e uccisero Taliercio perché lo ritenevano responsabile delle morti sul lavoro e di quelle causate dall’inalazione di sostanze tossiche di vario tipo, oltre che dei numerosi licenziamenti avvenuti nei mesi precedenti.

La prima pagina del Corriere della Sera del 7 luglio 1981

Gli omaggi a Giuseppe Taliercio: le parole del presidente Mattarella. E l’ex terrorista Savasta…

Giuseppe Taliercio è stato un personaggio ammirato da molti. Tra questi anche una figura illustre come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Queste le sue parole in occasione del 35esimo anniversario dell’omicidio ad opera delle Brigate Rosse:

“Giuseppe Taliercio era un uomo buono. Direttore del Petrolchimico di Porto Marghera, venne ucciso perchè individuato come un simbolo, attraverso la lente deformata dell’ideologia più ottusa. La sua mitezza e la sua integrità morale scossero anche l’animo dei torturatori, e tuttavia non impedirono le assurde violenze a cui venne sottoposto in quei drammatici giorni di 35 anni fa. Proprio da figure come Taliercio possiamo trarre esempio per rinsaldare i valori della convivenza, della solidarietà, della libertà, in tempi in cui nuove forme di estremismo e di violenza si affacciano minacciose nella nostra società”.

Significative anche le parole dell’ex terrorista Antonio Savasta, che eseguì materialmente l’omicidio. “Taliercio era un uomo forte, dignitoso, coraggioso. Una dignità ed un coraggio che io e altri non abbiamo avuto. Alle nostre domande l’ ingegner Taliercio rispondeva con frasi che parlavano d’ amore, parlava di un mondo in evoluzione. Lui era sorretto da una grande fede, io allora non lo capivo. Il suo omicidio è stato un tragico passo“.

Le strade e le piazze dedicate a Taliercio. E quel Palasport a Venezia…

Tante, poi, le strade e gli spazi dedicati a Taliercio. Tra questi spiccano:

  • Carrara – Largo Giuseppe Taliercio
  • Mantova – Via Giuseppe Taliercio
  • Piove di Sacco – Via Giuseppe Taliercio
  • Campologo Maggiore – Via Giuseppe Taliercio
  • Zero Branco – Via Giuseppe Taliercio
  • Cesena – Via Giuseppe Taliercio

Da segnalare, poi, il palasport Giuseppe Taliercio, il principale palazzetto dello sport nel comune di Venezia. Si trova precisamente a Mestre.