Giacinto Lavitrano, compositore foriano amato in Giappone

lavitrano giacintoLa storia d’Ischia è segnata anche da grandi talenti musicali. A spiccare tra questi è certamente Giacinto Lavitrano (Forio1875 – Bone/Annaba 1938), compositore le cui opere sono apprezzate in tutto il mondo e specialmente in Giappone. La sua vita è legata a doppio filo all’epoca delle migrazioni e di un’isola che poco poteva offrire a giovani ed artisti. Dopo il terremoto del 1883 – che causa la morte degli zii – il padre e parte della famiglia si trasferiscono in Algeria, meta privilegiata di tanti isolani dell’epoca. Giacinto, invece, resta a Forio con uno dei fratelli maggiori, vivendo nella sua casa natale, corrispondente oggi con l’Istituto “Cristofaro Mennella”.

Lavitrano conclude così i suoi studi di composizione e armonia al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Scrive le prime composizioni, in cui privilegia mandolino e strumenti a plettro (in cui è specializzato). L’ambiente foriano, però, inizia ad andargli stretto e – complici dei dissidi con alcuni colleghi – decide di raggiungere la famiglia in Algeria a Bone (oggi Annaba). Da qui inizia ad imporsi, le sue composizioni vengono conosciute in tutta Europa, numerosi i suoi viaggi in Spagna e nel Nord Italia, viene anche premiato dall’Institut de l’Acadèmie Populaire di Francia.

Nonostante il rapporto conflittuale, non dimentica la sua isola. Negli anni invia sette composizioni alla parrocchia di San Sebastiano a Forio, composizioni che avrebbero fatto parte della “Desolata”, opera ispirata all’immagine della Madonna Addolorata. Proprio questa opera viene eseguita nelle chiese foriane durante la Settimana di Passione.

Ecco come Lavitrano veniva presentato sul periodico musicale “Il Plettro” nel gennaio 1910 

“Nelle sue composizioni vi è quel soffio esotico del caldo e luminoso paese in cui vive. Al concorso dell Institut de l’Acadèmie Populaire di Francia, ottenne un 1° premio con un pezzo religioso ‘Charitè’, e con una sinfonia ‘Renata’ vinse a Torino anche un 2° premio.

L’anno scorso a Parigi (concorso dell’Estudiantina) ebbe pure un 2° premio per una ‘Petite Ouverture’. Ed è al nostro 2° concorso internazionale, col suo manoscritto ‘Nièves (Romanza e Bolero per quartetto) – che pubblichiamo in parte in questo numero – la Giuria gli attribuì un diploma d’onore di 1° grado e fu sopra i 10 concorrenti della categoria B nominato terzo fra i sette premiati.

Al geniale musicista e distinto poliglotta (parla il francese, l’italiano, lo spagnolo, l’arabo) inviamo i nostri rallegramenti ed il nostro cordiale saluto.

 

Curiosità

– Leggenda vuole che Lavitrano, quando decise di trasferirsi in Algeria, si recò sul piazzale del Soccorso e gettò un grande masso a mare in preda alla collera, promettendo di non tornare più a Ischia
– Il compositore era zio del celebre arcivescovo Luigi Lavitrano
– Un suo pronipote, Daniel Matrone, è organista e compositore con numerose collaborazioni alle spalle

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