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È tra i film girati a Ischia più apprezzati e divertenti, ma soprattutto un vero tesoro di curiosità isclane. Parliamo de “Il Corsaro dell’Isola verde“, opera del 1952 diretta da Robert Siodmak, regista tedesco noto più per film noir e di guerra. La mente de “I Gangsters” e di “Doppio gioco” dirige egregiamente un film d’azione spassoso con l’aitante Burt Lancaster come protagonista, attore feticcio del regista teutonico e qui nella parte di un pirata esuberante e continuamente nei guai (Capitan Vall).

Location principale de “Il Corsaro dell’isola verde” è Ischia Ponte, con le tipiche stradine e il piazzale aragonese; a dominare le scene è ovviamente il caratteristico Castello. Spazio anche a Cartaromana, alla spiaggia di San Pietro e – in misura minore – a Procida e Napoli.

Aniello Di Scala “Dai tu”: la controfigura di Burt Lancaster

Per le scene più pericolose come tuffi e arrampicate varie, la controfigura di Lancaster è l’ischitano Aniello Di Scala, pescatore dal fisico possente. Aniello è detto “Dai tu”: alcuni fanno riferimento al suo essere un focoso amatore, ma alla base di questo soprannome c’è soprattutto l’abilità nelle frequenti scazzottate contro soldati stranieri spesso troppo scostumati. Si tratta di episodi risalenti alla fine della seconda guerra mondiale, quando soldati soprattutto inglesi erano soliti alzare il gomito e importunare le ragazze ischitane. In queste risse, al fianco di Aniello c’era il fratello Michele: i due si ripetevano “rall tu!”, “rall tu!” (dagliele tu…le mazzate!) e così nacque il soprannome “Dai tu”. Da qui il ristorante di famiglia che si trova a tutt’oggi a Ischia Porto, in zona Lido (Lungomare Cristoforo Colombo).

Durante il film Aniello ‘e Ventura, questo l’altro soprannome con cui è riconosciuto, viene chiamato anche a tuffarsi in mare dal Castello Aragonese per 500 lire a tuffo. L’ischitano li sbaglia appositamente per guadagnare qualcosa in più: Siodmak sembra rendersene conto, ma – divertito – lascia correre.


Nel trailer che vi proponiamo in alto si possono notare alcune scene in cui è stato utilizzata la controfigura ischitana. Spiccano la capriola intorno ai cinque secondi del video e i notevoli volteggi e salti tra i secondi tredici e sedici.


Con Aniello, come riporta il quotidiano Il Golfo, spiccano nel film tante altre comparse ischitane: tra pescatori di Ischia Ponte (scritturati quasi tutti come guardie) e altri isolani, si parla di un numero considerevole di comparse del posto. Cifre non ufficiali parlano di circa 400 ischitani impegnati nelle riprese, per un compenso di 800 lire al giorno.

Aggiornamento: “Dai tu”, al secolo Nicolaniello Di Scala, muore a fine giugno 2019 all’età di 97 anni. Una vita lunghissima e ricca di avventure e soddisfazioni, non solo per la partecipazione a “Il Corsaro dell’isola verde” ma anche per essere riuscito a fondare e portare avanti un ristorante di successo nella sua Ischia Porto.

Aniello Di Scala Ischia controfigura Burt Lancaster
Un giovane Aniello Di Scala e il suo fisico scultoreo (foto tratta dalla pagina Fb del ristorante “Dai tu”)

La Grahame derubata in albergo

Vi proponiamo altre due curiosità sul film, la prima inedita. L’11 settembre 1951, durante le riprese de “Il corsaro dell’isola verde”, l’attrice Margot Grahame (che interpretava Bianca) subì un furto a Ischia. I ladri, penetrati nella camera d’albergo occupata dall’attrice mentre questa era assente, si impossessavano di gioielli per un valore di alcuni milioni. I Carabinieri, ricevuta denuncia del furto, avviavano le indagini. La Grahame è nota per avere partecipato a film come ‘Il traditore‘ di John Ford e ‘I Filibustieri‘ di Cecil B. DeMille. Ha legato il suo destino principalmente al cinema delle origini americano, avendo lavorato soprattutto tra il 1930 e il 1938.


Il traghetto che…non doveva esserci

Cerchiato, si nota il traghetto

Il film è ambientato nei Caraibi e all’incirca nel  18esimo secolo, un periodo in cui certamente non erano presenti vaporetti tipici degli anni ’50 e di discrete dimensioni. Intorno al minuto 65, quando i pirati vengono imprigionati nelle reti da pesca, si nota un’imbarcazione moderna all’orizzonte.

Durante la pellicola spiccano altri piccoli errori: dall’orologio da polso indossato da Lancaster in alcune scene alle inquadrature larghe in mare che lasciano intravedere sullo sfondo, nitide, case chiaramente risalenti agli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento…abitazioni certamente poco caraibiche, ma questo non intacca la qualità del film, godibilissimo e da vedere!


Curiosità non ischitane

Nel film anche un trentenne Christopher Lee, che interpreta Joseph, l’assistente di Baron Gruda (il principale antagonista della storia). Da segnalare Nick Cravat, coprotagonista a tutti gli effetti e spalla – come altre nove volte in carriera – dell’amico fraterno Burt Lancaster. Il film – che costò quasi 2 milioni di dollari – fu distribuito dalla Warner Bros. e uscì nelle sale USA il 27 settembre 1952.