Capri, isola di elefanti, rinoceronti e della lucertola azzurra

A differenza di Procida e Ischia, che sono di origini vulcaniche, Capri è un’isola di origine carsica. Inizialmente unita alla penisola sorrentina, da cui adesso – per smottamenti e per l’azione dell’acqua nei millenni, che in parte l’ha sommersa – è divisa dallo stretto di Bocca Piccola. Proprio per questo, rispetto alle due “cugine”, Capri ha ospitato sul proprio suolo animali “insospettabili” come elefanti, rinoceronti, ippopotami, orsi delle caverne, tigri e cervi. Questo lo sappiamo per una serie di ossa ritrovate nella valle di Tragara, sotto uno strato di depositi vulcanici di recente formazione: doveva trattarsi di un bacino di abbeveraggio, svuotatosi poi nel mare per smottamenti del terreno. Tutto risale al Quaternario (o Neozoico), quando l’isola godeva di un clima tropicale.

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Ma anche oggi, la fauna dell’isola azzurra si arricchisce di un ospite speciale. Parliamo della lucertola azzurra (Podarcis sicula coerulea), variante della lucertola campestre che vive esclusivamente sui Faraglioni e – come da denominazione – caratterizzata da una particolare colorazione azzurra della gola, del ventre, dei fianchi, del sottocoda e dalla pigmentazione nerastra del dorso. Il primo che parlò della lucertola caprese fu nel 1872 l’erpetologo Eimer. Sono numerosi i turisti e gli appassionati della natura che si arrampicano sui Faraglioni per fotografare la lucertola. La foto che vedete è stata scattata da Luigi Esposito.

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