Interessi privati e parentopoli: nel 1902 sciolto il consiglio comunale di Barano

La storia di Ischia e dei suoi comuni è caratterizzata anche da episodi curiosi e in alcuni casi poco gratificanti. La Gazzetta ufficiale di mercoledì 10 settembre 1902 segnalava lo scioglimento del Consiglio Comunale di Barano d’Ischia. L’inchiesta disposta dal Prefetto di Napoli mostrava uno scenario desolante, con amministratori imparentati tra loro e mossi da interessi privati e non pubblici. Insomma, una parentopoli ante-litteram!

Tanti gli elementi sconcertanti elencati nella nota redatta dall’allora Ministro dell’Interno, Giovanni Giolitti: usurpate zone di suolo comunale, un tesoriere fuori controllo, lavori comunali affidati ad un impresario, favoritismi di ogni tipo. Tutto il Consiglio Comunale era composto da parenti e amici del sindaco Aniello Baldino, ad esclusione di soli due consiglieri di minoranza.

A questo bisogna aggiungere un’economia allo sfacelo, con i cittadini costretti a pagare tutte le tasse possibili e oltretutto al massimo, compresa la sovraimposta ai terreni e fabbricati. Sulla base di questi elementi e visti gli articoli 295 e 296 del testo unico della legge comunale e provinciale, Re Vittorio Emanuele III in data 25 agosto 1902 dispose lo scioglimento del Consiglio Comunale baranese e la nomina del rag. Salvatore Canépa a Commissario straordinario. Quest’ultimo riuscì a mettere in ordine il bilancio e, soprattutto, abbassò le tasse portandole a livelli più accettabili.

FONTI:
Gazzetta Ufficiale 10 settembre 1902
Progetto Au.G.U.Sto
Cervera-Di Lustro, Storia di Barano d’Ischia, 1988

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