13-04-14. Calcio, l’Ischia Isolaverde torna in terza serie

I tifosi dell'Ischia festeggiano in Piazza degli eroi

I tifosi dell’Ischia festeggiano la conquista della Lega Pro unica a Piazza degli eroi

di Cristian Messina
(pubblicato parzialmente su Tuttolegapro.com)

31 Luglio 1998 – 13 Aprile 2014. Due date che per molti significheranno poco o nulla, ma che per i tifosi dell’Ischia Isolaverde, dopo la promozione conquistata in casa del Melfi, rappresentano l’inizio e la fine di un percorso lungo e tortuoso. Un viaggio iniziato sedici anni fa con il fallimento per inadempienze finanziarie che – tra mille misteri – estromise i gialloblu dalla C1 e fece posto al Palermo. Poi le stagioni tra i campi di periferia dell’Eccellenza, abbandonata solo nel 2005/06 grazie ad una cavalcata nel segno dell’immenso talento di Enrico Buonocore. Dopo anni di sofferenza, si arriva alla stagione scorsa, al campionato dilettanti e alla poule scudetto conquistati da Sasà Campilongo e dai vari Mattera, Mennella, Tito e Cunzi. Un giro immenso che si conclude con la gara disputata ieri allo stadio Arturo Valerio: una sconfitta dolce, dolcissima perché il sapore che ha è quello della promozione (o salvezza, che dir si voglia).

Fanno festa i tifosi ischitani, la fanno sugli spalti a Melfi e al ritorno sull’isola, insieme ai calciatori. Alle 21.00 l’arrivo dell’aliscafo ad Ischia Porto, tra fuochi d’artificio e cori, un caleidoscopio di emozioni che simbolicamente abbraccia un’isola intera desiderosa di riscattarsi, da sempre. Nemmeno il tempo di attraccare che tifosi e giocatori – Armeno e Spadafora i più entusiasti – partono per l’improvvisata sfilata a piedi che attraversa prima Villa dei Bagni, dove nel 1922 nacque la Robur et Energea, prima incarnazione dell’Ischia Calcio che sarà, poi Via Vittoria Colonna e, infine, Piazza degli Eroi. Lungo quel breve percorso, basta guardare i volti dei tifosi per capire che in molti stentano ancora a crederci: si ritorna nella vecchia serie C1, e siamo certi che molti supporter gialloblu la Lega Pro Unica continueranno a chiamarla così, quasi a volere dimostrare che sedici anni dopo tutto è tornato al proprio posto.

Grande merito va all’allenatore Antonio Porta, in grado di sostituire Campilongo e di fare fronte alla grave crisi societaria di gennaio, tra le dimissioni di Carlino e un mercato apparentemente da harakiri, caratterizzato da 10 cessioni eccellenti e 12 acquisti a prezzi di saldo (poi diventati 14 con Mazzella e Giordano). Proprio a gennaio sono in pochi a crederci, con lo spettro della serie D dietro l’angolo: ma con il tempo sono arrivate le vittorie, quella impensabile di Aversa all’esordio, quelle schiaccianti in casa contro il Teramo e il Cosenza, quelle sofferte con Sorrento, Foggia e Castel Rigone. Giornata dopo giornata la squadra di Antonio Porta – che ha avuto il merito di semplificare il gioco gialloblu – si è dimostrata orgogliosa, cinica, difficile da battere, forte di un gruppo straordinario, formato dai vari Tito, Finizio, Alfano, Armeno e Cunzi, a cui si aggiungono ragazzi che sull’isola d’Ischia ci sono nati come Mennella, Mattera, Florio, Impagliazzo e Trofa. Calciatori, questi, diretti, seguiti, coccolati dall’allenatore ex Giugliano ma anche del vice Raffaele Di Napoli e del preparatore Nicola Albarella, rimasugli dell’era Campilongo che hanno dimostrato grande professionalità. Ora c’è da pensare al futuro, alla nuova società, ad un campionato prestigioso come la Lega Pro unica: pensieri,questi, che possono ancora attendere un paio di giorni, perché per l’Ischia Isolaverde adesso c’è solo da festeggiare un’impresa che ha tutto il sapore del miracolo sportivo.

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