Quando un marinaio isolano sposò una nobile inglese

 

Ischia terra di matrimoni e romanticismo d’altri tempi. Negli anni ’50 l’isola verde fu protagonista di una storia d’amore insolita che fece scalpore in tutta Europa, capace di abbattere i muri che dividevano mondi letteralmente agli antipodi. Da un lato la nobile Amelia Eden, nata e cresciuta in Inghilterra, nipote dell’ex premier inglese Anthony Eden (storico collaboratore di Churchill) e figlia di volti noti della scuola britannica d’elite; dall’altro lato l’ischitano Giovanni Borrelli, originario di Casamicciola, prima pescatore e poi ufficiale di macchine della Marina Mercantile Italiana. Due mondi lontanissimi, ma ecco scoccare il colpo di fulmine che non ti aspetti: il primo incontro fugace nel 1956, sul battello su cui l’isolano lavorava da macchinista, poi una storia che si fece sempre più seria. Il tutto, sorprendentemente, senza ostacoli eccessivi da parte della famiglia Eden.

Il matrimonio Eden-Borrelli a Casamicciola

Ischia Matrimonio Eden Borrelli

Il 7 settembre 1958 si tenne il tanto atteso matrimonio, celebrato da Don Vittorio Iacono a Casamicciola, presso una parrocchia di Sant’Antonio letteralmente invasa da ischitani, turisti e giornalisti (è possibile notarlo dai due video che vi proponiamo). Ad accompagnare all’altare Amelia fu il fratello John Eden, deputato conservatore poi protagonista di un’ottima carriera politica; assente, invece, il padre Timothy che in una serie di interviste non parve entusiasta della scelta della figlia, ma dichiarò comunque di non avere alcuna intenzione di mettere i bastoni tra le ruote alla coppia. Il matrimonio de “Gli sposi d’Ischia“, così vennero ribattezzati dalla stampa italiana, fu all’insegna di un rito misto, essendo Giovanni cattolico e Amelia anglicana (fede che quest’ultima non abiurò, nonostante le promesse iniziali).

La testimonianza della sorella di Amelia

Elfrida Eden, sorella di Amelia, ha raccontato alcuni particolari dello sposalizio nella sua opera “The dancing debuttante”:

«Questo matrimonio ebbe molta risonanza mediatica, perché era ancora una notizia che qualcuno con il nostro background sposasse persone con esperienze completamente diverse. (…) Amelia si recò a Ischia tre settimane prima del matrimonio e io andai con lei. (…) Tutti i giorni la stampa ci stava dietro: storie ridicole furono raccontate sulla nostra famiglia, si arrivò a sostenere che anche io stessi con un italiano! Decidemmo allora di organizzare delle conferenze stampa, a condizione che ci lasciassero in pace per il resto del tempo. (…)
(Nel giorno del matrimonio) l’unico modo per fare entrare mia sorella in chiesa fu proteggendola al meglio e arrivando anche a dare calci. La chiesa era piena di isolani e turisti (…) Il prete a fatica riusciva a farsi sentire, tanta era la gente. Mia sorella era shockata da tutto ciò».

Gli sposi di Ischia: i figli e il divorzio

La coppia ebbe tre figli, con la primogenita che nacque a Londra. Dopo una lunga serie di tira e molla, la storia non conobbe il classico lieto fine: nel 1970 il divorzio e i tre figli affidati ad Amelia. Nessun happy-ending per una liaison che appassionò la stampa europea: una relazione all’apparenza impossibile ma che Ischia trasformò in una fiaba d’altri tempi, a dimostrazione che l’amore non conosce confini o status sociali.

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