Ischia, l’isola dei B-Movie e del Trash

Tra gli anni ’70 e gli anni ’80, tanti i film “trash” che hanno utilizzato le location ischitane. Dal 1986 in poi si perde la magia con cinque film veramente scadenti. Un rapporto con i b-movies nato già nel dopoguerra, nel segno di Boris Karloff

arrivano-joe-e-margheritoIschia e il cinema, un connubio meraviglioso e redditizio segnato, però, non solo da opere di grande prestigio e da film dallo stile e dai contenuti sobri. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80, mentre il pubblico italiano ride delle avventure e delle psicopatie dei vari Lino Banfi e Alvaro Vitali, anche Ischia diventa infatti location di quei film d’intrattenimento forti del grande talento dei caratteristi nostrani (quelli di una volta) e della bellezza delle Edwige Fenech e Gloria Guida di turno. Film girati a Ischia contraddistinti, insomma, da storie certamente lontane dalla complessità de ‘Il talento di Mr.Ripley‘ e caratterizzati da budget bassissimi se rapportati a quelli di colossal come ‘Cleopatra’.

Le origini dei B-Movie girati a Ischia

Già prima degli anni ’70 l’isola verde aveva dimostrato questa “predisposizione” al lato oscuro del cinema, mostrandosi set ideale di quelli che a tutti gli effetti furono gli antesignani dei B-Movies in salsa statunitense degli anni a venire: basti pensare a titoli come ‘Il Vampiro dell’isola’ (Isle of the Dead), film horror del 1945 con l’immortale Boris Karloff. Diretta da Mark Robson, l’opera ha sconvolto una generazione per quanto è macabra (ad affermarlo anche un regista come Martin Scorsese). Il film segna, nei fatti, l’inizio dell’amore tra Ischia e Karloff, secondo le cronache del tempo amante delle tradizioni e soprattutto del mare dell’isola. Non è una caso che nel 1953 ritroviamo lo stesso attore nel ruolo di protagonista (ovviamente cattivo), ancora a Ischia, ne ‘Il Mostro dell’isola’ di Roberto Bianchi. Qui non si tratta di un horror, ma del classico giallo da risolvere, e solo relativamente di un b-movie, con un finanziere che riesce a sgominare una banda di trafficanti di droga. Un tema insolito per l’isola di allora, certamente non per quella di oggi.

Gli anni ’70: quanti film trash sull’isola verde!

lillicaratiCon Karloff si ha solo un assaggio. Il cinema “facile”, spesso volutamente volgare (per qualcuno anche irritante) sbarca a Ischia nel 1974 con ‘Arrivano Joe e Margherito‘, noto agli isolani per un divertente inseguimento girato tutto a Ischia Ponte: il film – diretto da Giuseppe Colizzi – è una sorta di slapstick a metà tra una commedia e un gangster-movie, e risulta essere molto simile alle prime storie di Bud Spencer e Terence Hill. È dello stesso anno ‘La Svergognata‘, film diretto da Giuliano Biagetti in cui Philippe Leroy e l’icona sexy Barbara Bouchet sono protagonisti di un intreccio perverso girato tra S.Angelo e Casamicciola. Il 1976 è, invece, l’anno de ‘La professoressa di scienze naturali‘, commedia erotica diretta da Michele Massimo Tarantini. Tra gli interpreti del film del 1976 trovano spazio l’immancabile Alvaro Vitali, Michele Gammino (discreto attore, ma notevole nei panni di doppiatore), l’immortale Mario Carotenuto e la sex-symbol Lilli Carati. Opera certamente non indimenticabile, se non per gli amanti del lato oscuro della commedia all’italiana. ‘La vergine, il toro e il Capricorno‘ (1977), altra opera girata in parte sull’isola verde, non fa certamente meglio: diretto da Luciano Martino (fratello di Sergio), il film – una commedia sexy con Edwige Fenech e Ray Lovelock – narra le vicende della solita moglie cornificata che risponde pan per focaccia tradendo il marito. Per questo va in vacanza ad Ischia (e alloggia, come dice la Fenech stessa in una battuta, presso l’Hotel Paradiso) e intraprende una relazione con un giovane studente di architettura conosciuto proprio sull’isola verde.

Il declino: gli anni ’80 e ’90 senza capolavori ischitani

rolf1Guardando ancora ai film girati a Ischia, sempre in ottica B-Movie, il decennio successivo inizia con l’action movie ‘Rolf‘ (‘The Last Mercenary‘, 1983), film di Mario Siciliano che vede tra gli interpreti Antonio Marsina e Ketty Nichols (nome d’arte dell’ischitana Emilia Giuliano). Exploitation di maniera e discretamente violento, l’opera risulta essere molto apprezzata dagli appassionati di cinema di genere. Del 1986 è invece ‘Una tenera follia‘ di Ninì Grassia, commedia d’amore banale e scialba (un ragazzo che fa le corna alla compagna e cerca non farsi sgamare). Un’opera utile tutt’al più per vedere come si presentava Ischia nella metà degli anni ’80. A chiudere il decennio c’è ‘Miami Cops‘ di Alfonso Brescia (1989), poliziesco banale (interessante solo per una sparatoria girata presso il Lido d’Ischia), in definitiva lontano parente dei Grindhouse-Movies americani e dei poliziotteschi all’italiana.

estate al mareNegli anni ’90, Ninì Grassia torna sul luogo del delitto e gira sull’isola verde il melodramma in salsa neomelodica ‘Cient’anne‘, con i “mostri sacri” Gigi D’Alessio e Mario Merola. Film obiettivamente inguardabile: in definitiva una pubblicità per D’Alessio (si contano almeno cinque sue canzoni proposte per intero), forte – si fa per dire – delle interpretazioni di gente come Giorgio Mastrota. Nel 2001 torna ad Ischia anche Michele Massimo Tarantino, che chiude indegnamente la sua carriera con ‘Se lo fai sono guai‘. Sorta di funerale per il trash all’italiana che fu, il film è interpretato da Ela Weber, Alvaro Vitali, Gianfranco D’Angelo e Stefano Masciarelli. Ultimo della serie è ‘Un’estate al mare‘ (2008), film ad episodi diretto da Carlo Vanzina: ad Ischia è toccato l’episodio ‘Extra Large’ con Ezio Greggio e Anna Falchi. Qualche volto noto, poche location.

Ischia è stata dunque protagonista anche di quella stagione cinematografica certamente non passata alla storia e non presa molto in considerazione dagli addetti ai lavori. Un cinema sicuramente senza alcuna pretesa artistica né sociale, ma spesso caratterizzato – sebbene la maggior parte dei “b-movies” girati ad Ischia dimostri il contrario – anche da piccoli capolavori (vedi le commedie e i gialli di Sergio Martino e i polizieschi di Fernando di Leo). Meno fortunata, dunque, di altre location e consapevole di non aver “ospitato” nemmeno uno di questi capolavori, l’isola verde può comunque dire di aver partecipato ad uno dei periodi più divertenti ed irriverenti del cinema italiano.

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