Casamicciola nel 1826: terra di terme, vasi e…allume

Casamicciola Terme in una xilografia del 1881, prima del terremoto

Casamicciola in una xilografia del 1881

Prima del terribile terremoto del 1883, Casamicciola era senz’alcun dubbio annoverabile tra le zone più ricche e importanti dell’isola di Ischia. A testimoniarlo le tante guide che, soprattutto nel Settecento e nell’Ottocento, si concentrano sul comune noto per il Pio Monte della Misericordia e specialmente per le sue terme e per la realizzazione di vasi in creta.
Tra queste opere ecco la “Nuova guida di Napoli, dei contorni di Procida, Ischia e Capri”, pubblicata nel 1826 e firmata da Giovan Battista De Ferrari, autore che abbiamo già affrontato (qui le sue considerazioni sul porto di Ischia e sugli ischitani)

Di seguito alcuni stralci che descrivono il comune termale nel 19esimo secolo.

Casamicciola, una veduta d’insieme e il Pio Monte della Misericordia

Questo villaggio è composto di due parti, una delle quali giace alla marina, mentre l’altra è formata di case sparse qua e là sul pendio di un colle, e piacevolmente framezzate di giardini e di poderi. Quest’ultima parte, verso di cui conviene che il viaggiatore diriga primieramente i suoi passi, esibisce una veduta di quelle chiamate romantiche, il che avviene principalmente a motivo dell’alta e scoscesa sembianza di due montagne che le sorgono al di sopra. Di questa una è boschiva dipendenza dell’Epomeo, la di cui bianchiocia riappare al viaggiatore nel suo avvicinarsi a Casamiccia (Casamicciola, ndr).

L’oggetto che più interessa vedere in questo luogo è la casa de’ bagni, situata sulla pubblica strada: fu eretta nell’anno 1783 a spese del pio stabilimento tuttora esistente a Napoli sotto il nome di Monte della Misericordia, e pei disegni dell’Ingegnere Giuseppe Pollio. Una lata, e lunghissima stanza contiene i bagni, che sono in numero di 80, disposti in doppia fila lungo i due muri laterali. L’acqua, che rinnuovasi all’entrare di ciascuna persona nel bagno, vi è introdotta per mezzo di due chiavi, una delle quali getta la termale, e l’altra acqua dolce per temperare la prima. Quest’acqua termale procede da una sorgente detta di Gurgitello, che è alle falde del colle vicino, e vien condotta alla casa dei bagni per un acquidotto sotterraneo: è naturalmente calda, e serve a guarire un gran numero di malattie. Quindi i forestieri, e in Napoletani si valgono premurosamente di questi bagni nell’estate, che è la sola stagione in cui producono i loro salutari effetti. Quegl’infermi poi che non possono far le spese dell’andare e del fermarsi colà, vengono con gran carità provveduti dal Monte della Misericordia. (…)

Casamicciola, ospedale dei bagni e stufe di Gurgitello

Casamicciola Ischia Terme Belliazzi 1903

Le Terme Belliazzi (Casamicciola) nel primo Novecento. Qui troviamo ancora l’acqua del Gurgitello

L’ospedale è nel locale medesimo dei bagni o per dir meglio nello stesso edifizio, ma vi entra per un portone che sta alquanto più sopra: consiste in diversi corridoj ed in camere ove si gode di un bellissimo ambiente scoperto. Le stufe, poi, si trovano in una casetta dirimpetto all’ospedale, per uso del quale furono costrutte. Son provvedute di vapore sorgente della mentovata acqua di Gurgitello alla temperatura di gradi 25 di Reamur; servono alla cura del mal caduco, e dei cronici.

Fossi di creta e le lumiere

Il territorio di Casamiccia contiene in diversi punti degli strani sotterranei di una certa creta della quale si fa il vasellame più comune che si usi nell’isola, e nei vicini paesi. Fra i fossi, dai quali questa terra si estrae, uno è in un podere a poca distanza dai bagni. La creta trovasi ad una profondità di cento palmi, è nera, compatta, glutinosa e pesante; vien lavorata nella parte inferiore del villaggio alla marina dentro a certi locali che chiamano le lumiere, ma che dir si dovrebbero le allumiere, ché così furon dette quando si stabilirono perché vi si fabbricava dell’allume. Questa fabbrica che era stata eretta verso la fine del 15.mo secolo, venne poi abbandonata per motivi che noi ignoriamo.
Da Casamiccia a Lacco la via diretta prosiegue lungo la montagna, e a’ piedi di essa, ma ve n’è un’altra verso il mare, che mena primieramente ad un villaggio intermedio detto Castiglione, e questa è da prefirsi, giacché in tal caso il viaggiatore potrà vedere diversi avanzi di edifizj antichi, e stufe, e sorgenti termali, che sono in quei contorni.

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