Anni ’80: presenze in calo ed ecco…il referendum tra i turisti

Ischia è senza dubbio alcuno tra le località turistiche più importanti del Mediterraneo. Un dato indiscutibile, ma – in fatto di presenze, nell’ultimo trentennio – l’isola verde ha comunque conosciuto alti e bassi di non poco conto.  Significativo, in questo senso, quanto emerge da un articolo del quotidiano “La Repubblica” dell’agosto 1984, con il giornalista Ermanno Corsi che mostra un’isola in cerca di nuove soluzioni per mettere fine ad un’emorragia di turisti da non sottovalutare. Non siamo ancora nell’era di internet, e allora ecco spuntare l’idea – promossa dall’allora sindaco di Forio, Gaetano Colella – del “referendum tra turisti”.

Di seguito uno stralcio dell’articolo:

Sole e mare non bastavano più a trattenere i turisti. A blocchi si erano disaffezionati di Ischia: prima i tedeschi, poi gli inglesi. Un massiccio pendolarismo, con sbarchi di trenta-quarantamila gitanti nei giorni più convulsi dell’ estate, non serviva a rialzare le sorti della locale industria delle vacanze, che sembrava entrata in una crisi irreversibile. Con gli Anni Ottanta si è aperto il periodo più nero per il turismo ischitano. Quest’ esperienza drammatica ha fatto aprire gli occhi ed ha costretto a guardare lontano. Per capire perchè stranieri ed italiani si erano “raffreddati”, il sindaco di Forio d’ Ischia è ricorso a un sondaggio. Ha mandato in giro oltre mille schede sollecitando risposte sui mali dell’ isola ed i possibili rimedi. Ora si stanno raccogliendo le indicazioni. Ai primi posti nella graduatoria delle cause di disaffezione ci sono i rumori, gli alti prezzi, l’ igiene pubblica.

Cosa è cambiato 32 anni dopo? I rumori (e il traffico) non possono essere ritenuti un vecchio ricordo; allo stesso modo sull’igiene pubblica c’è da lavorare (non basta intervenire dopo denunce giornalistiche o per tornaconto elettorale). Incuriosisce, poi, leggere di turisti che si lamentavano dei costi alti, dal momento che parliamo di un’isola che a partire dagli anni ’90 è stata segnata  da massicce (e non isolate) politiche low-cost, adesso parzialmente abbandonate. Che qualche operatore turistico abbia preso alla lettera (forse un po’ troppo) quel referendum tra vacanzieri insoddisfatti?

FONTE:
REPUBBLICA 8 agosto 1984 – Perché abbandonate Ischia? Un referendum tra i turisti

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