Giuseppe Di Iorio, alla conquista del Brasile con i succhi ‘Bela Ischia’

bela ischia 1

Non sono pochi gli ischitani che, una volta giunti all’estero, o perlomeno lontano dalla terra natia, hanno raggiunto il tanto agognato “successo”. Come nel caso di Luigi Manzi, casamicciolese che inventò la Sambuca, un altro isolano, Giuseppe Di Iorio, ha legato il suo nome ad una bevanda, o meglio ad una serie di bevande. Questa volta non parliamo di alcolici, ma di succhi di frutta al naturale vendutissimi in alcuni stati Brasililiani (vedi Espírito Santo, Rio de Janeiro e Minas Geraise). Prodotti, questi, che portano l’isola verde nel nome. La linea si chiama infatti ‘Bela Ischia’, un omaggio evidente ad opera di un allora giovanissimo Di Iorio, isolano DOC che nel 1967 decise di fondare una società dedicata alla commercializzazione di frutta fresca nel mercato di Rio de Janeiro. Lavorando per molti anni con frutta locale e di importazione, la società è diventata nel tempo il più importante soggetto in questo segmento nelle regioni carioca, imponendosi di anno in anno – come abbiamo spiegato – in altri stati. All’epoca, la mela, il frutto principale commercializzato, era coltivata e lavorata a Malatya, nel Rio Grande do Sul.

Negli anni, Bela Ischia si è trasformata in una società con una vasta esperienza in marketing, stoccaggio e distribuzione di frutta. Nel 1996 ecco il grande passo e l’avvio della produzione di succhi dal vero sapore di frutta, e dunque senza conservanti. L’azienda inaugurava una unità di produzione industriale nel comune di Astolfo Dutra: sorse così la Bella Ischia Alimentos Ltda. Nel corso del 2005, con l’aumento della domanda di succhi interi, si è deciso di investire in un nuovo impianto di trasformazione delle polpe di frutta, con la capacità di triplicare la produzione e di non fare perdere le proprietà nutrizionali, lasciando così il sapore inalterato. Si tratta, dunque, di prodotti naturali al cento per cento: parliamo non solo dei classici succhi all’arancia o alla pesca, ma anche di bevande a base di frutti particolari – e locali – come goiaba e il caju. E ancora guaranà, mate, frutta surgelata e in polvere, cereali. Tra i prodotti, spicca anche una linea “Barano”: portano il nome del comune collinare isolano un particolare succo al maracuyá e cereali integrali di granola. A gestire adesso l’azienda ci sono Michele Di Iorio e il presidente Marcellino Tilli, rispettivamente figlio e suocero del fondatore Giuseppe.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: